Halarà – Vignaioli del Mediterraneo

Aperitivo e parole al vento, il paesaggio, il mediterraneo, il vino, le civiltà.

Nel 1994 uscì un disco che fece la storia, il titolo era Above, il gruppo che lo suonò i Mad Season, supergruppo che comprendeva membri di Pearl Jam, Alice in Chains e Screaming Trees. Un disco bellissimo, che fece la storia e che ancora oggi fa accapponare la pelle.
Nell’estate del 2020, a sorpresa, escono due bottiglie con etichetta Halarà, un rosato e un rosso da uva Parpato (un’uva definita reliquia, autoctona siciliana oramai quasi dimenticata).
A produrre questi vini sono sei vignaioli artigianali tra i più importanti e apprezzati: Nino Barraco e Stefano Amerighi, Francesco De Franco (A’Vita), Corrado Dottori (La Distesa), Francesco Ferreri (Tanca Nica), Giovanni Scarfone (Bonavita). Le bottiglie prodotte sono pochissime e vanno subito a ruba, gli appassionati se le contendono…

Il progetto di questo supergruppo di vignaioli è sintetizzato dalle parole di Fernand Braudel
Che cos’è il Mediterraneo?
Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi.
Non un mare, ma un susseguirsi di mari.
Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”

Halarà è un termine greco che tradotto può significare “non ti affannare“, un distillato di anima mediterranea per riscoprire un rapporto con il tempo e con il lavoro più pacato, propenso all’ascolto e alla chiacchiera, al godimento del fluire del tempo e delle stagioni nella loro diversità e unicità, un invito all’osservazione dei particolari e al gusto della bellezza, alla fuga da una quotidianità schizofrenica.

Di tutto questo e di altro se ne parlerà con Corrado Dottori e Stefano Amerighi, protagonisti saranno i vini di Halarà disponibili all’acquisto e alla mescita per un’occasione praticamente unica.

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