Cucina Spaziale

Cucina Spaziale. Scuola, alimentazione e nuove generazioni.

Cucina Spaziale, nell’immaginazione di Gianni Rodari, è il racconto del viaggio in un mondo interamente commestibile, in cui tutto può essere mangiato, dalla strada alle montagne. Persino la prima colazione si fa così:

“suona la sveglia, tu ti svegli, acchiappi la sveglia e la mangi in due bocconi.”

Attraverso le lenti della fantasia, notiamo che, fin dalle prime età, l’alimentazione è il modo attraverso cui entriamo in contatto con i temi fondamentali della quotidianità: dalla filiera alla distribuzione delle risorse, passando per la sostenibilità ambientale.

Il cibo può essere motore di cambiamento e fonte inesauribile di storie.

Eppure, soprattutto quando parliamo di alimentazione e nuove generazioni, l’immaginario che naturalmente siamo portati ad attivare è fortemente distopico.
Lo stesso linguaggio che usiamo per trattare di alimentazione a scuola – “mensa”; “spazio refettorio” – è legato a una logica ormai superata, non più in grado di entrare in contatto con le aspirazioni di bambine e bambini.
Le mense non sembrano capaci di raccogliere le sfide legate alla contemporaneità, ancorate a un modello di approvvigionamento, consumo e preparazione delle materie prime sempre più insostenibile.

Come fare per rovesciare i termini con cui si parla di cibo a scuola?
Partiamo da qui per costruire un discorso in grado di restituire la complessità dei temi legati all’alimentazione e che ne sappia far emergere i legami nascosti.
Generare un cambiamento vuol dire cercare collegamenti tra materie prime, spazio, tempo e creatività, soprattutto a partire dalla prima infanzia.
Prima di tutto, però, mangiare vuol dire nutrirsi, divertirsi, scoprire, imparare.

Si scrive “mensa”, si legge “cucina spaziale”!

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In collaborazione con Alce Nero e GREAT Life, il progetto cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea con capofila il il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e come partner Kilowatt, Alce Nero, Comune di Cento e LCE, che ha l’obiettivo di sperimentare nuove colture resilienti per ridurre l’impatto del cambiamento climatico sulle attività agricole della Valle del Po e dell’Italia nel suo complesso e promuovere la consapevolezza del contributo che le scelte alimentari possono avere sull’ambiente, sulla salute e sull’economia.

Il progetto GREAT è cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea.
Visita il sito > https://great-life.eu/

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